Oramai il fenomeno della band tributo è diventato endemico, una vera e propria pandemia. Ma ci sono gruppi che riescono a trascenedere il mero tentativo di rifare in bella copia pagine iripetibili della musica e che cercano di catturare lo spirito dei musicisti da loro amati. Così i forlivesi Floyd machine sono riusciti a trasformarsi in una macchina di sorprendente precisione che ha sviscerato la discografia dei Pink Floyd, quelli post Syd Barrett, con competenza e sensibilità.
Il gruppo dei Floyd Machine (inizialmente “Pink Floyd Tribute”) nasce nell’ottobre 1999 dall’idea di alcuni amici appassionati della musica dei Pink Floyd, di formare un gruppo di cover dedicato alla leggendaria rock band inglese. Nonostante l’idea fosse nata con lo scopo di realizzare un solo concerto, il progetto andò avanti sino a portare i Floyd Machine (nessuno dei quali musicista di professione) ad esibirsi su diversi palchi nell’area del forlivese.
Col passare del tempo, e toccando svariate tappe in tutta Italia, il gruppo è cresciuto ed ha subìto varie metamorfosi, fino a giungere alla formazione attuale. L’utilizzo di strumentazione “vintage” e la ricerca delle sonorità più simili a quelle dei Pink Floyd, uniti alla proiezione di immagini su uno schermo circolare, offrono al pubblico uno spettacolo che rispecchia l’atmosfera, la poesia e lo spirito tipici dei concerti della band anglosassone.
La tribute band, offre due tipologie di spettacoli:
1) Miscellanea 1967 – 1994. Qui si spazia nel vario repertorio dei Pink Floyd, toccando le più famose hits e rievocando suite come “Echoes” o “Atom Heart Mother”, splendidamente rivisitata dai Floyd Machine.
2) The Wall. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo album, viene interamente e fedelmente riproposto sia per quanto riguarda le musiche che la scenografia, corredata anche da un muro di mattoni in cartone, oltre agli effetti speciali che completano tutti i concerti dei Floyd Machine.
Questo show, che viene effettuato su espressa richiesta, è rivolto ad un pubblico di
puri appassionati dei Pink Floyd, dato che si svolge esclusivamente intorno all’opera
rock creata da Roger Waters, e quindi non include altri brani della band.
I Floyd Machine sono composti da:
- Alberto Volpi – basso e voce
- Davide Romboli – chitarra e voce
- Flavio Camorani – batteria
- Paolo Bonori – tastiere
- Alberto Guidi – sax e tastiere
- Giorgio Leandri – chitarra
- Alessandra Landi - cori
- Paola Varrato - cori
- Grazia Cammisano – effetti speciali audio-video
Ingresso 10€
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la redazione