AEDI MET HEIDI
.. quando l' accademico narratore incontra la fantasia, così rigoroso e imitativo si perde nell' incantevole magia di un personaggio spontaneo, divertente e giocoso..
abbandona gli schemi per poi riprenderli nei momenti avvolgenti, diventa serio, riflessivo, ma ama deridersi!
Questa è l'introduzione a Aedi che la band stessa ha pensato. Un'introduzione lucida, che rispecchia pienamente i contenuti di questo nuovo disco.
Album solare (per le melodie, mai scontate, per i ritmi, quasi sempre uptempo).
Album sognante e ludico, soprattutto per l'uso della voce femminile; un crogiuolo riuscito di reminiscenze che riportano, senza essere derivative, a Bjork o a una band come Mum.
Album che, vuoi per l'uso della lingua inglese, vuoi per le sonorità, dimostra quanto essere a Macerata o Brooklyn NYC
(altro riferimento geografico che viene in mente ascoltando Aedi, soprattutto per quell'attitudine a mischiare continuamente le carte in tavola, tipico della scena brooklyniana)
o Reykjavík non ha più molta importanza se si ha talento…
Blessed Child Opera:
Torna in pista la band capitanata da Paolo Messere (Silken Barb, Ulan Bator e titolare della Seahorse Recordings) in occasione dell'uscita di “FIFTH”, nuovo prezioso capitolo di una già nutrita discografia. Consigliatissimi a fans di American Music Club, Red House Painters, Black Heart Procession, Sophia e Go Betweens.
Dalla presentazione del nuovo disco (se interessati chiedeteci il link e vi faremo ascoltare i brani nuovi): “La scrittura dei BCO non è mai stata così lineare e fluida: in quasi dieci anni di carriera (sempre accompagnata dal favore della critica e dallo stupore di chi assiste ai loro live) non avevamo mai sentito gemme di nitida purezza acustica come “Lonely Friend” “Keep Me Tight” e “Between Us” né la scorrevolezza country-noir di “Falling” e “Reflection After Nothing”; così come mancava in repertorio una pop-song agrodolce come “Clear Sky Optimistic”. Tipicamente Blessed Child Opera sono poi l'iniziale “Nothing Is in Place When It Should” e “Closed Doors”, immerse in un liquido chitarrismo di impronta shoegaze, e la centrale “Ruby Light”, in cui l'elettricità della sei corde di Messere si fonde alla perfezione con gli archi sognanti e celesti arrangiati da Fabio Centurioni, regalando sensazioni di piacevole e malinconico abbandono. “I Will Find” rappresenta l'aggancio col passato remoto dei BCO, con il suo incedere robusto e scuro, di chiara matrice eighties. E stupisce, in fondo al disco, la miscela di forma e dissonanza di “Promised Circle”, in cui voce chitarra e melodia si fanno strada, poco a poco, tra una selva di clarinetti impazziti…”
L'attuale line up della band è:
Paolo Messere vocals, acoustic and electric guitar, loop station, electronics
Giacomo Salzano bass, loop station, electronics
Maurizio Vitale drums
Fannullare:
Daniele Giannotta: Laptop, winds, live electronics, small percussion Davide Marchi: Magnets,frullatori,spremiagrumi,elettricità varia, live electronics.
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la redazione