Al culmine di un cammino attraverso le diverse sfumature del rock, gli Elton Junk si preparano all uscita del nuovo disco.
“Loophole” è la lettera di un amico lontano, quasi dimenticato.
Una lettera che ci arriva da un tempo e un luogo indefinito, forse da un'altra dimensione.
Perché tutto in questo disco ci suona familiare, eppure inafferrabile. La dimensione è quella del sogno, quella a cui il terzetto toscano ci aveva abituato negli scorsi lavori. Tuttavia, quello che è accaduto nella composizione di queste 11 tracce e successivamente negli studi Forears si discosta notevolmente dal suono degli Elton che conoscevamo.
Si respira aria nuova, si corre in spazi immensi con la pace nel cuore. Il salto impossibile, il disprezzo della consuetudine, il viaggio attraverso la follia che Elton Junk ha finora compiuto, si accompagnano, in questo disco, alla contemplazione della nuda realtà. Il miracolo della vita è ispiratore di ogni nota del disco. La magia delle cose ci viene restituita, entusiasmante, mentre la piattezza del mondo materialista viene guardata da lontano con indifferenza.
Come se spiassimo attraverso la serratura dentro a una nuova dimensione piena di luce, mentre nelle nostre orecchie suona il disco che abbiamo ascoltato mille volte, ma che solo ora riusciamo veramente a sentire.
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