Toro Y Moi


Quando: lunedì 30 maggio 2011
Dove: Marina di Ravenna (Ravenna)
Genere: Sperimentale, Pop, Indie, Elettronica
Location: Hana-Bi
Il debutto Causers Of This è stato uno dei dischi più compiuti dell'ondata glo/chill, candidando il ragazzo a 'musicista più consapevole dei propri mezzi' di tutta la compagine. Invece di battere la stessa strada, adesso Toro mostra (ampiamente anticipato dai due singoli) l'altra faccia del suo revisionismo nostalgico, una faccia - apparentemente - meno postmodernamente costruita e meno intellettuale: spostando leggermente l'asse, lo scarto con i modelli si fa più sottile, puntando a una godibilità meno obliqua dell'ascolto. Abbandonati gli spasmi ritmici e il taglio -tronico, del glo di Causers restano allora le fonti hauntologiche e il gusto insistito per la voce annebbiata, echizzata, sfocata.

Feel decisamente caldo e suonato, Toro scava a ritroso nella propria memoria e mescola ad arte funkydiscomusic (i due singoli appunto), westcoast Sessanta, colonne sonore e pop Settanta (certe progressioni alla Todd Rundgren), folkie (Before I'm Done) e soft (Machine) prog in odor di fusion (il basso pulsante, i fondali e gli intrecci di tastiere elettriche), illuminando il tutto di soffice luce psichedelica. Operazione parallela e diversa, condotta però con lo stesso humour e lo stesso amore per i materiali di partenza, a quella di un Destroyer (e altrettanto capace, aggiungiamo, di farsi ridurre dai possibili detrattori a un - pur intelligente - manierismo). Quello che ascoltiamo è un raffinato - agrodolce - impasto easy listening (le dinamiche della batteria, gli arrangiamenti di piano, archi e fiati), tutto miele, tramonti e zucchero di canna.

Toro padroneggia linguaggio e strumenti, cresce (diventa?) come autore di 'canzoni', espone con stile e personalità il proprio immaginario (in un continuo ma tutto sommato soprassedibile ammiccare ai modelli di riferimento), staccandosi di un palmo da certe recenti marmellate automatiche dei compagni di banco (Ariel Pink, El Guincho). Un disco molto più jazzy di quanto non sembri al primo ascolto, e sicuramente di genere, da sottofondo. Ma da ascoltare con attenzione.
  
  
  
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